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La leggenda del Palazzo Capelli a Pieve Porto Morone ed il magico racconto di Gian Luca l'erede proprietario del Castello

A volte mi chiedo quale sia l’effettiva definizione di fascino, in vocabolario viene indicato come “potenza di attrazione e seduzione”.

Spesso si utilizza questo aggettivo per indicare qualcuno od anche qualcosa di bello, di nuovo, di brillante, ma anche per riferirsi a dei luoghi che trasmettono delle emozioni.

Io credo che in alcuni casi l’intravedere la storia di un luogo rivesta un fascino molto elevato, fascino che non sarebbe affatto lo stesso se quello stesso luogo fosse completamente lucidato a nuovo.

Con la storia di oggi voglio allora parlarvi di fascino puro ed emozioni autentiche, perchè il Castello di Pieve Porto Morone o meglio Castello Capelli è un luogo magico che pochi conoscono.

La famiglia che lo ha ereditato lo custodisce privatamente tramandando la storia da generazione in generazione ed oggi Gian Luca Capelli che protegge e vive questi luoghi ha deciso di aprircene le porte.

Sin dall’esterno ogni centimetro quadrato di questo palazzo è espressione di poesia, storia ed emozioni, con un sottile velo di antichità che ci fa intravedere e tuffare in un’altra epoca.

Gian Luca mi accoglie calorosamente, e dopo una prima visita all’esterno ci porta al caldo nella vecchia cucina dove l’enorme camino mostra sin da subito il fascino delle altre stanze, oltre 30 locali che attendono solo di essere svelati.

Dopo qualche primo accenno molto intrigante Gian Luca ci conduce nel nostro viaggio aprendo una ad una le porte delle varie stanze.

Attraversarle è come immergersi in un dipinto di gigli sui quali si accendono le luci che sembrano danzare al tocco degli interruttori.

I mosaici e seminati del pavimento mostrano uno splendore di altri tempi e guidano lo sguardo verso la maestosità e lo splendore della sala d’onore che mostra con fierezza i suoi fantastici decori e lo stemma dei Capelli alto sul grande camino in marmo,

…qualche istante di silenzio, anzi d’immersione nell’ascolto, perché la musica di un ballo giunge al ricordo, quello di Gian Luca ma sembra travasarsi nelle nostre menti per magia. 

Ed allora Gian Luca strizza l’occhio perché tra balli e danze il suo ricordo si posa anche su altre stanze, non osa raccontarne ma senza dubbio possiamo immaginare il passare delle ore nella camera dell’amore!

Quante storie ci sono, ..e soprattutto riguardo alcune delle ragazze che, durante le feste dei Conti Rovescala, passavano per quella stanza...

Non si può raccontare molto a questo proposito perché l’animo più innocente potrebbe essere turbato...ma una leggenda narra che un pozzo le accoglieva!

Intanto il nostro momento di nuova meraviglia è nella stanza della musica, ogni parete è un'opera d'arte con i meravigliosi dipinti degli affascinanti musicisti. 

E mentre son lì con Gian Luca e con quel suo meraviglioso desiderio di raccontare ho quest’immagine dinanzi i miei occhi come fossi stato portato in modo silenzioso e sereno indietro nel tempo,

Gian Luca tutto d’un tratto non era più l’uomo che ho conosciuto nel castello, con il suo vissuto, con il suo sguardo sapiente, allegro ed allo stesso tempo con quel leggero sapore di malinconia.

Era invece quel birbante un pò ribelle che con occhi pieni di entusiasmo osserva le domestiche del castello servire il tè nella stanza della musica mentre il pianista posa con la sua energia dolce le dita sul pianoforte a parete.

Sì, quel pianoforte era sempre li proprio sulla parete di fianco la libreria dove oggi si nascondono un pò impolverati quei libri che profumano della saggezza di oltre 200 anni.

Le stanze riprendono però man mano la loro tristezza, perché dopo qualche istante di gioia con il calore dei nostri passi e delle nostre voci, al nostro andar via la luce si spegne per andare ad illuminare il nostro cammino al piano di sopra.

Un attimo prima di salire al piano superiore, passiamo per una stanza che era divenuta anni fa lo studio dell’Avvocato Renzo Capelli, proprio lui il nonno di Gian Luca, il figlio di Arminio, lo stesso nonno che andava in giro con il calesse per Pieve di Porto Morone portando il suo meraviglioso orologio d’oro nel taschino.

Gian Luca si emoziona perché ci mostra le lettere che uno dei primi presidenti della Repubblica Italiana, Luigi Einaudi, inviava a suo nonno Renzo, di cui era stato Professore all’università.

Lettere di altri tempi, si è proprio il caso di dirlo, che sprigionano l’eleganza delle relazioni di un tempo ma soprattutto le emozioni di Gian Luca nel mostrarcele al nostro tempo...

Tante sono le persone che hanno fatto la nostra storia e che sono passate per questo segreto Castello, dal Presidente della Repubblica che trascorreva le sue vacanze, alle battute di caccia con Coppi sino agli aperitivi con il Signor Campari….si avete letto bene l’inventore del bitter!

Presto adesso, che dobbiamo andar su, la stanza dell’amore ci aspetta! Eccoci allora intraprendere lo scalone del castello che porta in alto fino alla torre.

Una volta giunti al piano un lungo corridoio sovrastato da un magnifico cassettonato, Gian Luca ci mostra le foto dei suoi avi che seguono discreti il nostro cammino all’interno delle stanze.

Ogni porta che si apre rivela lo splendore di muri dipinti, uno più bello dell’altro, le alcove che coccolano i letti, gli armadi nascosti, gli arredi d’epoca, ed i passaggi segreti!

Ma eccoci giunti all’obiettivo! La camera dell’amore apre la sua porta, tutti pronti a guardare, o meglio ad immaginare!

I decori della stanza sono magnifici, per non parlare del dipinto con cornice in rilievo che ritroviamo sotto l’alcova alla destra della porta, ma per ammirare adeguatamente quel dipinto c’è solo un modo, essere stesi su quel letto, vi rassicuro subito…non ho potuto ammirarlo, ma Gian Luca ci racconta quanti hanno potuto farlo!

Insomma quanto ancora ho da raccontarvi del Castello Capelli, vi lascio allora dare uno sguardo al video che trovate qui di seguito, ma ciò che vi auguro è di poter vedere anche voi questo castello,

e chissà che un giorno quello splendido corrimano in marmo rosa possa tornare di nuovo ad essere utilizzato per gl’invitati al ballo, e trascorrere del tempo senza tempo ad ammirare quella splendida immagine che Gian Luca ci svela con il suo ricordo, il glicine con la fontana ed i cigni nel magico laghetto.



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